Un'originale iniziativa

“Facce di Paderno”: un album di volti per essere comunità

L'idea è nata dallo scultore Andrea Gaspari con l'intenzione di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

“Facce di Paderno”: un album di volti per essere comunità
Meratese, 26 Aprile 2020 ore 10:44

Una comunità è viva grazie alle persone che la abitano. E proprio l’intenzione di rafforzare il tessuto sociale è ciò che ha spinto lo scultore Andrea Gaspari a lanciare l’iniziativa “Facce di Paderno”, una nuova pagina Facebook che ha l’ambizione di diventare una sorta di album fotografico online con i volti di tutti gli abitanti di Paderno d’Adda.

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“Facce di Paderno”: un album di volti e di storie

“Facce di Paderno”, un’iniziativa che ha preso piede da circa una settimana e lanciata dallo scultore Andrea Gaspari. “Quest’idea è nata dopo una chiacchierata con il sindaco Gianpaolo Torchio – ha spiegato quest’ultimo, non nuovo nel trovare idee originali per coinvolgere il maggior numero di persone – Cercavamo qualcosa che potesse rafforzare lo spirito della comunità dopo questo periodo in cui tutti abbiamo vissuto isolati nelle nostre abitazioni. L’obiettivo è anche quello di poter raccontare la storia di Paderno attraverso i volti di chi la abita oggi e di quanti non ci sono più, ma che hanno scritto pagine importanti del passato”. Sono già molti i padernesi che hanno aderito all’iniziativa iscrivendosi alla pagina Facebook “Facce di Paderno”, creata apposta per questo progetto. L’invito esteso a tutti gli abitanti del paese è dunque quello di postare una propria foto o la foto di una persona conosciuta che oggi non c’è più, accompagnata dal nome e da una piccola descrizione di sé. “Così facendo si viene a creare una sorta di album fotografico di tutta la comunità. Un’idea che avrà sicuramente anche degli sviluppi futuri”, ha aggiunto Gaspari.

Conoscere la storia attraverso i volti

“Facce di Paderno” ha l’ambizione di diventare anche una vera e propria raccolta di piccole storie personali utili a ricostruire la Paderno di una volta, come ha precisato ancora l’artista padernese: “Io non sono originario di Paderno e come me ci sono tantissimi abitanti che negli ultimi anni si sono trasferiti qui da altri paesi – ha infatti dichiarato lo scultore, originario di Cortina d’Ampezzo – Chi è padernese doc mi ha raccontato una Paderno diversa, quella degli anni ’70-’80, una Paderno ricca di attività commerciali, di ristoranti, una Paderno che aveva una comunità potentissima alle spalle. Oggi siamo tutti un po’ divisi. Questo gioco può essere un punto di partenza per creare una nuova solida comunità unita.

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