Virus e lavoro

Confindustria Lecco: “La riapertura va programmata”

"L'elemento fondamentale, adesso, è avere certezza delle tempistiche"

Confindustria Lecco: “La riapertura va programmata”
Meratese, 02 Aprile 2020 ore 17:36

Come noto, il nuovo DPCM del 1° aprile estende fino a lunedì 13 aprile i termini delle restrizioni applicate dal DPCM datato 22 marzo, nonché le limitazioni agli spostamenti previste dai precedenti decreti governativi. “Era evidente sin da subito che la crisi collegata all’emergenza sanitaria avrebbe assunto proporzioni di grave portata – evidenzia il Presidente di Confindustria Lecco e SondrioLorenzo Riva – e la fase di sospensione della maggior parte delle attività produttive, unita alla congiuntura negativa che tocca i mercati di tutto il mondo, avrà ricadute molto pesanti. Ora è confermato che il periodo di arresto di molte imprese su tutto il territorio nazionale si protrarrà, ma la priorità è sempre stata e resta la salvaguardia delle vite umane e il sistema produttivo si atterrà ovviamente alle indicazioni prescritte”.

Misure restrittive fino a Pasquetta, Confindustria Lecco: “Servono tempistiche certe”

“Ma l’elemento fondamentale, adesso, è avere certezza delle tempistiche: pur comprendendo che ci troviamo di fronte ad un nemico subdolo e poco conosciuto, la riapertura va programmata – continua Lorenzo Riva. Alle criticità già esistenti non dobbiamo aggiungere quelle che possiamo evitare, pensando, sin dall’immediato, a quando e come riaprire, e alla ricostruzione. Il lavoro da fare sarà grande, richiederà uno sforzo collettivo, coesione sociale, impegno da parte di tutti: per questo dobbiamo pensarci da subito”.

Le paese che producono quanto serve ad affrontare l’emergenza

“In questo momento alcune imprese stanno continuando a lavorare per non interrompere le filiere essenziali, applicando con severità i protocolli per tutelare la salute dei lavoratori che stanno portando un contributo fondamentale per il bene di tutti noi. Non va dimenticato, infatti, che il nostro tessuto manifatturiero è organizzato per filiere complesse ed allungate – evidenzia ancora Lorenzo Riva.  – Nel Paese e anche del nostro territorio ci sono poi aziende che stanno lavorando proprio per produrre quanto serve ad affrontare l’emergenza: dai farmaci ai disinfettanti con la loro catena produttiva, dai componenti per macchinari alle strumentazioni mediche, fino a quanto necessario alla realizzazione dei nuovi ospedali, concretizzati a tempo record. Le regole che ci siamo dati per gestire queste settimane in sicurezza accompagneranno la nostra attività per diverso tempo ancora, probabilmente, e su questo punto ci siamo presi un impegno preciso. Ma bisogna anche tenere conto, nello stabilire le priorità per la riapertura che sarà presumibilmente graduale, che è il manifatturiero il vero patrimonio del nostro Paese e che sul manifatturiero si regge la sua economia”.

Tutti stanno facendo sforzi

“Tutti stiamo facendo sforzi per contenere le ripercussioni sul territorio, confidando che il nostro Governo preveda misure di sostegno al sistema produttivo e quindi all’occupazione, di un peso economico che deve essere intensificato, e che l’Europa, da parte sua, confermi un impegno che finalmente deve adeguarsi alle dimensioni drammatiche di questa emergenza e al quale è chiamata dai principi fondanti dell’Ue – conclude Lorenzo Riva.

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