Cronaca
La situazione negli ospedali lecchesi

136 Pazienti Covid al Manzoni, "Non abbiamo intenzione di dirottare degenti al Mandic"

Pur non ospitando pazienti positivi l'ospedale meratese sta contribuendo, e non poco, alla lotta contro in virus visto che parte del personale è stato dirottato al Manzoni

136 Pazienti Covid al Manzoni, "Non abbiamo intenzione di dirottare degenti al Mandic"
Cronaca Meratese, 14 Gennaio 2022 ore 16:42

Poco prima di Natale tutti i pazienti Covid ricoverati all'Ospedale  di Lecco erano stati contagiati dalla variante Delta del Coronavirus. Oggi non è più così. "Anche la variante Omicron, tra i non vaccinati, porta in terapia intensiva, mentre per chi è vaccinato è simile ad una sindrome influenzale". Lo ha affermato oggi, venerdì 14 gennaio 2022 la dottoressa Stefania Piconi, direttrice reparto malattie infettive del Manzoni durante un incontro organizzato per fare il punto sulla situazione nel nosocomio. Una rapida evoluzione quindi,  che segue l'andamento della Lombardia dove "ad oggi l'88% dei tamponi sequenziati rivela la presenza della variante sudafricana".

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136 Pazienti Covid al Manzoni, "Anche Omicron, tra i non vaccinati, porta in terapia intensiva"

Vero è che dei 136 pazienti Covid attuali (due in meno rispetto ad inizio settimana e 12 in tutto che per respirare hanno bisogno dell'ausilio del casco Cpap) non tutti sono stati sottoposti al sequenziamento. "Abbiamo effettuato la procedura esclusivamente per quei pazienti che richiedevano un approfondimento  diagnostico per la cura con le monoclonali - ha sottolineato la dottoressa Piconi - In ogni caso è bene ribadire che, per chi non è vaccinato, le conseguenze di Omicron sono le medesime di quelle provocate dal virus originale di Whuan".

La dottoressa Stefania Piconi, direttrice reparto malattie infettive del Manzoni

I no vax in ospedale

E di no vax, ricoverati in ospedale, ce ne sono ancora tanti. Dei 10 pazienti in Terapia intensiva 8 non hanno ricevuto nemmeno una dose, mentre due, affetti da altre patologie, avevano effettuato due dosi.  Nei reparti Covid ordinari le percentuali scendono. "I no vax sono circa il 55% - spiega il direttore Generale della Asst di Lecco Paolo Favini  - Gli altri avevano ricevuto due dosi. Ci sono pochissimi casi di pazienti con tre dosi di vaccino, ma avevano ricevuto il booster da meno di 2 settimane che è il tempo canonico perchè il vaccino possa avere effetto".

Il Mandic resta Covid free: "Non dirotteremo pazienti Covid se non necessario"

Costante al momento la pressione sull'ospedale  che ha raggiunto un livello di allerta 4 A che prevede una disponibilità di 166 posti letto Covid a livello di Asst. "Cifra che al momento non abbiamo raggiunto e, sei dati continuano ad essere quelli registrati negli ultimi giorni, contiamo di non raggiungere - afferma il Dg - Se così fosse l'ospedale Mandic di Merate, per nostra scelta, continuerà ad essere Covid free. Solo se supereremo la soglia del 166 posti letto occupati dirotteremo i  pazienti a Merate, a partire dal reparto di Pneumologia, che è una eccellenza, e che ha a disposizione 6 posti".

La riorganizzazione del Manzoni

Vero è che, pur non ospitando pazienti positivi l'ospedale meratese sta contribuendo, e non poco, alla lotta contro in virus visto che parte del personale è stato dirottato al Manzoni da una parte per far fronte al personale assente per Covid (circa 120 dipendenti, e tra questi 14 medici e una sessantina di infermieri) e dall'altra per rispondere alle direttive di Regione Lombardia  sulla riorganizzazione delle attività e  dei posti letto. Su quest'ultimo fronte 48 posti chirurgici sono diventati posti Covid e alti 36 posti di medicina generale sono stati destinati a pazienti positivi al virus. E' stato poi aperto ex novo un reparto per sub acuti Covid con 24 posti letto e rimangono i 26 posti per sub acuti non Covid, 16 a Lecco e 10 a Merate. Tutto questo con una conseguenza diretta sulla capacità operativa.

Il calo netto degli interventi chirurgici

"Sono stati differiti tutti gli interventi chirurgici non urgenti - conferma Favini - Siamo passati da 210 a 120 operazioni al mese, con tutte le conseguenze che questo ha sulle liste d'attesa. Di fatto al momento vengono garantiti sono gli interventi oncologici e quelli per l'emergenza traumatologica. Questo accade in un periodo in cui, a differenza delle precedenti ondate, non è diminuito l'accesso in ospedale per altre patologie. Basti pensare che questa mattina in Pronto soccorso c'erano 9 pazienti in attesa di ricovero, 1 Covid e 8 non Covid".

I dati sulle vaccinazioni e sui tamponi

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