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Reddito di libertà per le donne vittime di violenza

Codurelli: "Ora occorre continuare l’impegno affinché i vari aiuti vengano consolidati e resi continuativi. Lo dobbiamo alle tante donne che ogni anno si rivolvono ai nostri Centri antiviolenza"

Reddito di libertà per le donne vittime di violenza
Attualità Lecco e dintorni, 18 Novembre 2021 ore 10:55

L'Inps nei giorni scorsi novembre ha emanato la circolare che fornisce le indicazioni per poter richiedere il reddito di libertà per uscire da relazioni violente. "Una misura già adottata nel Lazio e altre Regioni, e che, con tutti i limiti del caso, rappresenta un passo importante per il riconoscimento dell'indipendenza economica delle donne" spiega lucia Codurelli a nome del Fondo Zanetti di Lecco.

Reddito di libertà per le donne vittime di violenza

Il Fondo Zanetti è nato nel 2013 dalla constatazione che le donne vittime di violenza che si rivolgevamo ai centri Antiviolenza, per lo più erano disoccupate, e dalla convinzione che soprattutto attraverso il lavoro la donna potesse riacquistare fiducia in sé stessa e anche un’autonomia economica che le consentisse di uscire dalla violenza. "Sono stati anni di sostegno concreto, pertanto salutiamo con favore questo strumento, un passo importante, seppur minimo - sottolinea Codurelli -   Ora occorre continuare l’impegno affinché i vari aiuti vengano consolidati e resi continuativi. Lo dobbiamo alle tante donne che ogni anno si rivolvono ai nostri Centri antiviolenza.

 

Cosa prevede

Il Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza - istituito dall’articolo 105-bis del decreto-legge n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77/2020 - è stato incrementato con tre milioni di euro del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Grazie ai 3 milioni di euro di dotazione e l'arrivo della circolare dell'Inps dell'8 novembre n° 166/2021, che ne decreta l'operatività, finalmente può partire il "reddito di libertà" per le donne vittime di violenza.

La misura sostiene prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale e il percorso scolastico e formativo dei figli minori

Nel dettaglio la disciplina del Reddito di Libertà, specificando i requisiti di accesso al beneficio, il regime fiscale e le compatibilità con altre misure di sostegno come il Reddito di Cittadinanza o altri sussidi economici anche di altra natura (REM, NASpI, Cassa Integrazione Guadagni, ANF, ecc.).

I requisiti e le modalità di accesso al reddito di libertà

  • le istruzioni per la concessione del reddito di libertà, che vuole favorire percorsi di autonomia e di emancipazione per le donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà, attraverso l'indipendenza economica. 
  • Il reddito di libertà è riconosciuto dall'Inps con un contributo nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, in un'unica soluzione per massimo dodici mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna regione o provincia autonoma. 

A chi è destinato il reddito di Libertà

  • É destinato alle donne seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza
  • il contributo è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per l'autonomia abitativa e personale, il percorso scolastico e formativo di eventuali figli e figlie minori. Destinatarie sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso.

 

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