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salute mentale

Nasce InTherapy nuova frontiera della psicoterapia

La ricerca del Gruppo Studi Cognitivi è guidata dalla dott.ssa Sandra Sassaroli

Attualità 28 Giugno 2022 ore 09:30

È possibile riuscire a curare i disturbi e le sofferenze mentali come facciamo con i disturbi fisici del resto del corpo? Da questa domanda e dall’esperienza ventennale nel campo della ricerca del Gruppo Studi Cognitivi, guidato dalla dott.ssa Sandra Sassaroli, nasce InTherapy, un nuovo modo di fare psicoterapia applicando il metodo scientifico dentro il mondo sanitario.

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La novità del progetto InTherapy

Un’idea che può ricordare il metodo IAPT inglese, dove più di 900mila infermieri sono stati formati per applicare in maniera rigorosa i protocolli standard considerati efficaci dalla ricerca per l’ansia e la depressione sui pazienti, riscontrando il 51% di successo in sole 7 sedute. L’obiettivo del Gruppo è però quello di fare un passo in avanti rispetto a questo approccio. Ovvero: mettere in mano le psicoterapie scientifiche in a terapeuti specializzati e con almeno dieci anni di formazione alle spalle, dimostrando come in questo caso la percentuale di successo delle psicoterapie possa salire fino a soglie dell’88%. Di come sia cambiato il mondo della psicoterapia negli ultimi 20 anni, e di come questo nuovo approccio possa essere rivoluzionario per il settore, abbiamo parlato proprio con la fondatrice di InTherapy, Sandra Sassaroli.

Come è cambiato il vostro lavoro in questi primi vent’anni di attività?

Oggi rispetto a 20 anni fa c’è sicuramente molta più consapevolezza riguardo alla sofferenza mentale. Le domande dei pazienti, ad esempio oggi sono molto più precise. Negli anni ’90 le persone arrivavano dicendo “sto male, ma non riesco a capire che cos’ho”, mentre adesso molto spesso arrivano già dicendo: “soffro di un disturbo ossessivo so che la vostra terapia cognitivo-comportamentale è efficace e vorrei provarla”. Maggior consapevolezza c’è anche per quanto riguarda i disturbi dell’alimentazione e questo permette di fare diagnosi più precocemente rispetto agli anni ‘80/’90. Una volta una diagnosi arrivava quando le ragazze pesavano 32 chili e si sentivano male. Ora già quando la mamma vede la figlia ridurre la sua alimentazione e alzarsi da tavola su inizia a preoccuparsi.

La richiesta di un sostegno psicologico è esplosa soprattutto dopo il Covid.
E’ un fenomeno che ha coinvolto anche la vostra realtà?

Dopo il Covid abbiamo registrato un aumento tra il 25 e il 40% della richiesta di terapia per ansia, depressione e disturbi dell’alimentazione. Le persone sono rimaste a casa, hanno avuto lutti, sono state preoccupate per la loro salute e per quella dei propri cari. L’ansia segnala una minaccia di cui non ho contezza, le persone hanno  vissuto e in parte ancora vivono una situazione di incertezza che la alimenta forzatamente. Chi era già capace di vivere in modo flessibile e affrontare le frustrazioni in qualche modo ha navigato. Chi invece aveva schemi rigidi, paure eccessive, sensazioni di fragilità ha avuto più difficoltà e ha sviluppato patologie ? meglio sofferenza mentale?.

Il digitale e la possibilità di svolgere le sedute “a distanza” è stata un miglioramento?

La possibilità di fare assistenza online è stata un miracolo incredibile. Oggi la sua efficacia è stata pienamente dimostrata, e ha permesso di rendere la terapia accessibile a molte più persone grazie ad un minor costo.

Non è tutto oro ciò che luccica però …

Il problema è che dovrebbe esserci più trasparenza nel servizio che si offre. Un terapeuta scelto attraverso un algoritmo sulla base di risposte molto vaghe date dal paziente che fa richiesta non potrà mai restituire “il terapista più competente o anche solo il terapista giusto”. Inoltre, credo che ci sia molta confusione tra ciò che è  “supporto psicologico” e cos’è la terapia. La terapia non è ‘accogliere’ o “parlare” e basta. La terapia è “aiutare il paziente a cambiare”.

In cosa consiste InTherapy e quali sono gli elementi di novità?

Noi, con InTherapy ci proponiamo di seguire ciò che la ricerca afferma essere il trattamento efficace per ciascun problema emotivo o comportamentale. Questi trattamenti li mettiamo in mano ai nostri terapeuti formati ed esperti, che non solo li seguono ma sono in grado di personalizzarli sulla base della relazione col paziente. Ciò che offriamo è una diagnosi precisa, un referto, un’indicazione di cura, un trattamento calcolato in un certo numero di sedute ed infine un follow up per verificarne l’efficacia. Il tutto viene gestito attraverso una piattaforma online da noi sviluppata ad hoc che si chiama GRETA e dove il paziente può seguire passo per passo la sua terapia e l’evoluzione.

Il protocollo InTherapy al momento viene insegnato all’interno di tutte le vostre 10 scuole e non solo …

Noi lo applichiamo ovunque abbiamo terapeuti ben formati. Al momento abbiamo 110 terapeuti che collaborano con InTherapy. paziente non viene assegnato a caso, ma alla persona che è particolarmente appassionata ed esperta di quel disturbo. Questo vale per i chirurghi come per noi. Il terapista non viene scelto perché “ha curato mia zia”, ma perché è il migliore a disposizione.

Un paziente che voglia iniziare questo percorso cosa deve fare?

Al momento deve compilare una richiesta sul sito, oppure telefonare. Dopodiché verrà contattato, per organizzare un incontro con un nostro case manager per un primo colloquio clinico-diagnostico. A questo punto saranno effettuati una serie di test per misurare i suoi parametri psicologici (ad esempio: ansia o il rimuginio). Tutti i dati vengono poi elaborati e a quel punto viene ricontattato e mandato dal miglior terapista per lui, per il suo disturbo, che può essere online o dal vivo.

Esistono anche le Cliniche italiane di Psicoterapia, ci può spiegare in cosa consistono?

Si tratta di un servizio che noi offriamo a pazienti con terapie molto acute in aree specifiche, come ad esempio possono essere i disturbi nell’età dello sviluppo. Dato anche che InTherapy non prende in carico minori, qui entrano in gioco le nostre Cliniche. Non curiamo solo minori però, ma anche tutti quei pazienti con disturbi specifici che sono troppo gravi per delle terapie di solo una seduta a settimana, ma non così gravi da esigere un ricovero. Al momento abbiamo due cliniche a Milano una per i disturbi dell’età evolutiva, e un’altra per la cura dei disturbi alimentari. Puntiamo ad aprirne presto un’altra per quanto riguarda i disturbi alimentari perché registriamo un grande aumento della richiesta. Infine, abbiamo un’ultima clinica a Modena per la cura dei disturbi della personalità. Nel prossimo futuro vorremo anche svilupparne una dedicata all’applicazione del protocollo per i disturbi ossessivo compulsivi.

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