CULTURA

Inaugurata la mostra “Il Belvedere del Trovante”

Sarà possibile accedere il 3 e 4 dicembre e il 10 e l’11 dicembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, giovedì 15 dicembre, dalle 15 alle 19. L’ingresso è libero.

Inaugurata la mostra “Il Belvedere del Trovante”
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Successo annunciato per l’inaugurazione mercoledì 30 novembre alle 18 a Lariofiere della personale “Il Belvedere del Trovante”, di Gaetano Orazio, artista di origini campane, ma brianzolo d’adozione e per “elezione del cuore”.

"Il Belvedere del Trovante" inaugurata la mostra di Gaetano Orazio

La mostra raccoglie in una trentina di opere il percorso artistico e spirituale durato oltre 20 anni che ha condotto l’artista all’intuizione del Trovante ed è stata l’occasione per presentare il progetto di land art “Il Belvedere del Trovante” che coinvolge 10 comuni della Brianza lecchese: Annone Brianza, Barzago, Bosisio Parini, Bulciago, Civate, Costamasnaga, Cremella, Garbagnate Monastero, Molteno e Monticello Brianza.

Il Trovante è la sagoma antropomorfa che si staglia per un gioco di luci ed ombre sul fianco del Corno Birone - l’imponente sperone roccioso che si erge nel Triangolo Lariano a pochi chilometri da Lecco - ed è visibile da molteplici località di quella Brianza lecchese di cui Orazio è uno dei cantori più puri. Questa figura, che per l’artista rappresenta il suo daimon, assume la valenza di elemento identitario e nume protettore di reminiscenze ancestrali, evocando valori riconducibili al genius loci, sintesi della forza e della persistenza della natura e della creatività umana. Per questo in ciascuno dei 10 comuni è stata posizionata una sagoma in ferro identica al Trovante, realizzata da Gaetano Orazio, con una fessura all’altezza del cuore attraverso cui è possibile, in determinate ore del giorno dalle 10 alle 12, scorgere la figura d’ombra sul Corno Birone. Attraverso un qrcode è possibile scoprire la localizzazione delle altre sculture ed accedere al sito del progetto.

Le parole di Alessandra Hofmann

“Abbiamo scelto di sostenere questo progetto – ha spiegato Alessandra Hofmann, presidente della provincia e sindaca di Monticello, uno dei comuni coinvolti – perché la promozione del territorio è uno dei nostri compiti, ma soprattutto perché la bellezza e l’arte sono resilienza ed energia”.

A coordinare i comuni coinvolti è stato Giuseppe Chiarella, sindaco di Molteno: “Quando Gaetano mi ha esposto il progetto che andava delineandosi nella sua mente, ho subito accolto l’idea compresa quella di coinvolgere gli altri comuni – ha dichiarato, sottolineando il valore sociale dell’arte - Io credo che la sua opera serva a tutti. Per istruire ed educare, per trasmetterci messaggi e renderci cittadini e uomini migliori”. Entusiasta anche Fabio Dadati, presidente di Lariofiere, che ha salutato la mostra come il prosieguo di un percorso avviato con l’artista lo scorso anno e destinato “ad orientare il nuovi obiettivi e traguardi che Lariofiere si pone in termini di promozione turistica e culturale del territorio”.

Uno dei Trovanti di Gaetano Orazio è stato, inoltre, posato nella zona antistante all’ingresso di LarioFiere. Durante l’inaugurazione è stato proiettato il corto “Io sono paesaggio” di Moreno Pirovano, regista e poeta, protagonista con Orazio di un lungo sodalizio artistico ispirato da una profonda consonanza: “Le mie poesie aderiscono con un’edera alle sue opere”, ha infatti dichiarato.

“Quando ho visto il Trovante ho intuito il senso della mia ricerca che non voglio chiamare artistica – ha raccontato Gaetano Orazio – Ho colto la ragione del mio emigrare qui al Nord, del misurarmi con l’esperienza della fabbrica e con la domanda che mi ha sempre accompagnato nelle pittura: a chi somiglio io? Somiglio a quest’ombra, ai sassi del fiume, ad ogni cosa, perché siamo impermanenti, dentro il fluire del tempo, siamo parte di un tutto, dell’attimo in cui il modo era pura potenza”.

Una mostra dedicata a Philippe Davvero a ingresso libero

L’evento è stato dedicato alla memoria di Philippe Daverio, celebre critico ed amico sincero di Gaetano Orazio che definì “artista sciamano”. A ricordare l’amico, un papillon su una sedia in prima fila. La mostra rimarrà aperta il 3 e 4 dicembre e il 10 e l’11 dicembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, giovedì 15 dicembre, dalle 15 alle 19.

L’ingresso è libero.

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