Pellegrinaggio

Don Andrea è stato in Terra Santa: "Ho pregato per la Pace"

Il parroco di Lomagna: "Andare a pregare alla Grotta di Betlemme o sul Monte Calvario adesso, con il pensiero che intorno ci sono la guerra e il buio che avvolge il futuro, è qualcosa di molto forte"

Don Andrea è stato in Terra Santa: "Ho pregato per la Pace"
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In Terra Santa è stato almeno una quindicina di volte, ma in quest’occasione è stato diverso, perché si è ritrovato a pregare per la Pace nei luoghi segnati dalla guerra.
Un pellegrinaggio simbolico, «per dare un abbraccio e un segno di vicinanza agli amici e fratelli», che il parroco di Lomagna don Andrea Restelli ha intrapreso accogliendo la proposta di Adriana Sigilli, presidente della Diòmira Travel, che organizza viaggi in Terra Santa.

Don Andrea in Terra Santa

«Pochissime persone sapevano dove sarei andato. Ai fedeli ho detto che sarei stato via per qualche giorno. Noi saremmo stati solo a Gerusalemme e Betlemme, che sono piuttosto lontane da Gaza, ma non volevo creare preoccupazione» ha commentato il sacerdote, 42 anni, a Lomagna dal 2021.
«Siamo partiti da Malpensa lunedì 8 e siamo rientrati giovedì 11. Eravamo un gruppo di nove sacerdoti delle Diocesi di Milano, Piacenza e Brescia e all’andata ci hanno sottoposto a dei controlli accurati perché è inconsueto vedere dei gruppi partire in questo periodo - ha spiegato il parroco - C’erano soprattutto israeliani con doppia cittadinanza e persone che viaggiano per lavoro, per questo ci hanno fatto molte domande sul motivo della nostra partenza».

"Ero lì per portare vicinanza e supporto"

Don Andrea era stato in Terra Santa l’ultima volta tra agosto e settembre del 2023, in pellegrinaggio con i fedeli lomagnesi, e lì ha diversi conoscenti e amici, ai quali ha voluto manifestare solidarietà con un gesto concreto. «Questa volta, chiaramente, non ero lì per scoprire i luoghi, ma per incontrare le autorità religiose del posto, condividere momenti di incontro e di preghiera e portare la mia vicinanza» ha proseguito don Andrea, che ha avuto l’occasione di incontrare il Custode della Terra Santa, padre Francesco Patton, il suo vicario padre Ibrahim Faltas e padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza.

Ha incontrato padre Gabriel, parroco a Gaza

«Padre Gabriel stava tornando dall’Italia a Gaza, ma per ritirare dei medicinali per alcuni parrocchiani ci ha impiegato un giorno in più, restando così bloccato fuori Gaza quando il 7 ottobre è scoppiata la guerra - ha spiegato il parroco lomagnese - Ci ha raccontato che a Gaza ci sono una chiesa cattolica e una ortodossa. Quest’ultima è stata bombardata e le persone rifugiate lì si sono spostate nella Parrocchia cattolica, dove al momento c’è il viceparroco, e hanno trovato alloggio nell’oratorio, nella scuola, nell’asilo e nel centro disabili. Visto che l’atmosfera era già tesa prima dell’attacco di Hamas e della reazione israeliana, avevano portato materassi e alcune scorte di cibo in Parrocchia e ora le stanno razionando perché sono passati dalle 100 alle 700 persone. Per quanto riguarda il cibo, qualcosa, anche se non sempre, riesce ad arrivare. Ci sono stati però giorni molto difficili: tre persone sono state uccise dai cecchini; una era una donna che era uscita dall’area della Parrocchia per andare a controllare la propria abitazione».

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"Abbiamo pregato per la Pace e per tutte le vittime"

Nei giorni trascorsi tra Gerusalemme e Betlemme, don Andrea ha pregato molto: «La Terra è la stessa, i posti sono gli stessi, anche se svuotati, e le persone sono le stesse. E’ cambiata la realtà e oggi israeliani e palestinesi sono tutti vittime, tutti stanno soffrendo. Andare a pregare alla Grotta di Betlemme o sul Monte Calvario adesso, con il pensiero che intorno ci sono la guerra e il buio che avvolge il futuro, è qualcosa di molto forte».

A Natale a Trieste con gli adolescenti per riflettere sulla guerra

Appena rientrato, in occasione delle Messe del weekend, il parroco ha raccontato la sua esperienza ai fedeli. «Con i ragazzi, sotto Natale, siamo stati a Trieste perché volevo portarli alla risiera di San Sabba e nei luoghi delle Foibe - ha proseguito il parroco - Credo sia importante ricordare la storia passata e i conflitti tra i popoli, per imparare da quello che è stato e che purtroppo tende a ripetersi. Mi piacerebbe vedere più messaggi di pace che tutti i rigurgiti di violenza a cui purtroppo si assiste di recente».

"Preghiamo per il cessate il fuoco"

Cosa fare allora per Gaza, per i palestinesi, per gli israeliani e per i cristiani che abitano quelle terre? «Prima di tutto il cessate il fuoco. Poi, non appena sarà possibile, temo non nel 2024, tornare in pellegrinaggio, perché gli hotel, i negozi e soprattutto le persone vivono di quello. Noi abbiamo già una sorta di gemellaggio con la Siria, perché tempo fa abbiamo ospitato fra Bahjat Karakach di Aleppo e abbiamo organizzato delle raccolte fondi - spiega don Andrea - A Natale, in occasione dei mercatini, abbiamo ospitato alcuni prodotti di un commerciante della Cooperativa del Legno in Terra Santa per sostenerlo economicamente e se in futuro potremo fare altro lo faremo volentieri».
Quello che conta ora, però, è che cessino i bombardamenti ed è per quello che don Andrea continua a pregare anche dalla sua Lomagna.
Gloria Fendoni

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