31 gennaio 2020 - 27 ottobre 2022

Covid: mille giorni fa scattava l'emergenza

Non è ancora finita e molti cittadini avvertono la necessità di un supporto psicologico.

Covid: mille giorni fa scattava l'emergenza
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Sono trascorsi mille giorni dal 31 gennaio 2020, data in cui il coronavirus è sbarcato nel nostro Paese, con due turisti cinesi ricoverati a Roma.

Covid: mille giorni fa scattava l'emergenza

Dalle notizie che arrivavano da Wuhan, dove si è originato tutto, si faticava a capire la portata di quel che stava accadendo. Così per qualche settimana si è proceduto a tentoni, con decisioni contraddittorie. C’è chi evitava come la peste i ristoranti cinesi e chi invitava lì gli amici a cena.

A pochi giorni dalla prima zona rossa di Codogno è stata promossa una campagna social contro la paura, esemplificata dal video #Milanononsiferma voluto dal sindaco Beppe Sala. Un’iniziativa che da lì a poco sarà seguita da un’altra campagna con lo slogan «Andrà tutto bene», impreziosito dai disegni dei nostri figli e nipoti.

Milano, come il resto d’Italia, però si è dovuta fermare e non è andato tutto bene. La pandemia ha fatto migliaia e migliaia di morti (178.846 morti in Italia; 43.012 in Lombardia, la regione più colpita)  e ancora influisce pesantemente sul presente.

La Sars-Cov-2 non ci ha ancora abbandonato

La Covid, o meglio la Sars-Cov2 come è stato ribattezzato il coronavirus, non ci ha abbandonato e ha lasciato nefasti strascichi. Ha causato vittime, soprattutto fra gli anziani, ma ha stravolto anche la vita dei giovani, che ancora ne sopportano le conseguenze. Non per caso è stato introdotto un bonus psicologo, richiesto da migliaia di persone. Problema è che attualmente siamo carenti tanto di psichiatri che di psicologi, così come di altri medici specialisti. La pandemia ci ha trovati impreparati, un’inadeguatezza che prosegue anche ora.

E’ doveroso pregare per i nostri cari che ci hanno lasciato, come hanno fatto tanti bergamaschi rivolgendosi al Papa Buono, San Giovanni XXIII, ma è altrettanto imperativo pretendere che in futuro ci facciamo trovare pronti davanti alle emergenze. Che quanto accaduto in questi mille giorni ci serva da monito. Perché non è andata per niente bene.

La campagna vaccinale

Il Covid, come accennato, circola ancora. I Meratesi e, più in generale i Lecchesi, sono stati tra i più solerti ad avvicinarsi alle prime dosi di vaccino che, come ripetono sempre più spesso gli esperti, attutiscono gli effetti del virus.

Tanti cittadini però fanno oggi fatica ad avvicinarsi alle dosi booster (gli ultrasessantenni hanno già la possibilità di fare la quinta dose) e questo preoccupa più di un sanitario perché  l'avvicinarsi della stagione fredda potrebbe nuovamente favorire la circolazione del virus in forma grave, anche per il fatto che non c'è più obbligo di mascherina.

Sull'argomento, nel fare il punto sulla campagna antinfluenzale, è intervenuta nei giorni scorsi  la vicepresidente e assessore regionale al Welfare Letizia Moratti: "E' utile ribadire - ha sottolineato -  l’importanza di vaccinarsi, sia contro l’influenza che per arginare il Covid. I vaccini proteggono dalle forme più gravi della malattia, causate dalle più comuni varianti".

(Nella foto di copertina la chiusura dell'ospedale di Codogno, una delle immagini simbolo dell'inizio dell'emergenza da coronavirus)

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