Sul piede di guerra

Sfuma ancora l'aumento di stipendio, gli infermieri: "Basta sberle in faccia"

Rapporti sempre più tesi tra il sindacato Nursing Up e il Governo, De Palma ricorda le promesse "a vuoto" fatte a giugno dopo il picco dell'epidemia.

Sfuma ancora l'aumento di stipendio, gli infermieri: "Basta sberle in faccia"
18 Settembre 2020 ore 17:02

Il presidente del sindacato infermieri Nursing Up Antonio De Palma a muso duro contro il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che nei giorni scorsi ha promesso un aumento del 25% a infermieri e medici: “Anche a giugno ci aveva garantito interventi immediati”. Gli infermieri sono sul piede di guerra.

Infermieri contro Sileri, De Palma: “Basta prese in giro”

Da Prima Saronno

Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Sindacato Infermieri Italiani, interviene in merito al nuovo impegno che il Vice Ministro Sileri promette di intraprendere per infermieri e medici italiani, garantendo, per entrambi, a breve termine un aumento del 25 per cento in busta paga.

Una buona notizia, almeno ad un primo sguardo. Ma De Palma ben ricorda le promesse fatte dallo stesso Viceministro in un incontro a giugno, quando gli infermieri erano ancora “gli eroi in camice”, la prima linea contro il coronavirus, e il Paese s’indignava per i loro stipendi troppo bassi rispetto all’impegno e ai rischi che correvano:

“Anche quel giorno ci aveva garantito interventi immediati e un impegno concreto e duraturo per l’aumento in busta paga che meritiamo e attendiamo da tempo – ricorda il presidente del sindacato Nursing Up – Ma dov’era quando qualche giorno fa l’abbiamo informata con una PEC che avremmo avuto un tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro per scongiurare lo sciopero del 25 ottobre?”.

Medici e infermieri equiparati ma gli stipendi non sono uguali

Il problema è anche la quota di aumento del 25% che Sileri garantisce sia ai medici, sia agli infermieri, come spiega sempre De Palma definendo quella del Vice ministro una promessa di “Collodiana memoria”:

“Equipara ancora una volta le esigenze di noi infermieri a quelle dei medici: caro Sileri, non può, non è possibile, da lei come medico non me lo aspetto! Mettere alla stregua lo stipendio di un infermiere e quello di un medico! Eppure ha lavorato con noi fianco a fianco, dovrebbe sapere che per un medico un aumento in busta paga del 25 per cento può toccare anche gli 800 euro, mentre per noi supera di poco i 100. Le abbiamo chiesto concretezza, non parole a vuoto. Aspettiamo finalmente che prenda in mano la situazione, che si confronti con il Ministro Speranza e che si faccia dare le leve che le servono per agire, senza più esitazioni! D’altronde Lei è un Vice Ministro!”.

Intanto il Covid torna ad affacciarsi prepotentemente, e come a marzo i primi a farne le spese sono proprio gli infermieri. Al Cardarelli di Napoli già 8 di loro sono risultati positivi al Covid. Numeri che fanno temere il ripetersi dei mesi di marzo e aprile, e che spingono ancor più il sindacato degli infermieri sul piede di guerra: “La Campania, lo sa bene il nostro Vice Ministro, non è affatto pronta a diventare una nuova Lombardia”, ricorda De Palma, che conclude: “Noi ci mettiamo la faccia, caro Vice Ministro, ci esponiamo costantemente al rischio e siamo pronti ad affrontare di nuovo il nemico. Siamo stati in grado di tollerare i segni sul volto, gli orari massacranti, la lontananza dalle famiglie e finanche la malattia. Ma non siamo disposti a cedere il passo all’indifferenza e alle prese in giro”.

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