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Al Cab Polidiagnostico una campagna dedicata alle nostre ossa

Preveniamo l’osteoporosi

Al Cab Polidiagnostico una campagna dedicata alle nostre ossa
14 Ottobre 2020 ore 10:37

Prevenire e combattere l’osteoporosi oggi è possibile.

In Italia sono quasi 5 milioni le persone che presentano questa patologia: 3,5 milioni di donne ed un milione di uomini. Per questa ragione Cab Polidiagnostico ha lanciato una campagna di prevenzione, offrendo ai propri pazienti uno screening per favorire una diagnosi precoce dell’osteoporosi e monitorarne l’evoluzione. Ne ha parlato con noi la dott.ssa Guia Vannucchi, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio presso CAB polidiagnostico.

Cab ha lanciato da qualche settimana la propria Campagna di Prevenzione dell’Osteoporosi, in cosa consiste?

“Cab periodicamente mette a disposizione dei pazienti la possibilità di fare uno screening per patologie largamente diffuse nella popolazione. In questo caso si tratta dell’osteoporosi, per la quale viene effettuata una Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) e consegnato ai pazienti un semplice questionario riguardante le abitudini e lo stile di vita, al fine di valutare i possibili fattori di rischio di ciascun paziente. Utilizzando un algoritmo matematico si valuta così l’eventuale predisposizione del paziente alla malattia e l’eventuale necessità di terapia”.

Perchè la prevenzione è così importante?

Perché l’osteoporosi ha un impatto epidemiologico notevole sulla popolazione, che tenderà ad aumentare con l’innalzamento dell’età media di vita. Come riportato nelle recenti linee guida nella popolazione in età superiore ai 50 anni il numero di fratture di femore ogni anno supera i 90 mila casi, per lo più a carico del sesso femminile ma anche, nel 20% negli individui di genere maschile.
Tale dato sottolinea l’importanza del monitoraggio della salute delle proprie ossa, soprattutto quando sia presente familiarità o in alcune condizioni particolari quali i disturbi del comportamento alimentare (anoressia, obesità, il fumo, o l’ abuso di alcool”.

A che età è bene che si inizi a ‘controllare’ lo stato di salute delle proprie ossa?

“Se non vi sono particolari terapie in corso o patologie pregresse, intorno ai 65 anni. Oppure, per le donne, dopo periodi di amenorrea più lunghi di 6 mesi”.

Quali sono i benefici che si possono avere dalla visita?

“La DEXA, tecnica di densitometria ossea da noi utilizzata, è ritenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la metodica più precisa nell’individuazione dell’osteoporosi in quanto in grado di definire la densità minerale dell’osso”.

In caso si scoprisse di essere predisposti all’osteoporosi, in che modo è possibile impedire il sopraggiungere della malattia?

“In primo luogo, si può intervenire per ridurre i fattori di rischio, ad esempio eliminando il fumo, l’alcool, i rischi ambientali da caduta (come sport ad alto rischio di fratture). È inoltre importante anche mantenere un corretto introito di calcio e di vitamina D fin dalla giovane età”.

Nel caso si presentasse come si può contrastare l’evoluzione dell’osteoporosi?

“Una volta fatta la diagnosi di osteoporosi e ridotti i fattori di rischio è possibile intervenire con il trattamento farmacologico. Esistono due tipologie di trattamenti farmacologici: farmaci anti-riassorbitivi, per inibire il riassorbimento della massa ossea e farmaci anabolici per favorirne la formazione. È sempre comunque necessario che, prescritta la terapia, il medico verifichi l’aderenza del paziente e l’efficacia del farmaco con controlli periodici ogni 18-24 mesi”.

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