Tentata corruzione

Offre 100 euro all'impiegata per il Green pass (ma senza il vaccino...)

La vicenda non vede protagonista un semplice cittadino, ma un medico che evidentemente cercava di far da tramite per qualcun altro.

Offre 100 euro all'impiegata per il Green pass (ma senza il vaccino...)
Glocal news 18 Luglio 2021 ore 00:10

A molti, più del rischio di ammalarsi anche gravemente di Covid, interessa solo una cosa: poter fare quello che vogliono. Lo sa bene il Governo, che punta ad allargare il più possibile la platea di vaccinati e sta quindi pensando di introdurre il Green pass, già obbligatorio per viaggiare all'estero, anche per accedere a concerti, palestre e discoteche, per spingere anche i più riottosi verso la prima dose.

Fatta salvo tutto ciò, va da sè che molti sarebbero disposti a mettersi in tasca la Certificazione verde anche rimanendo ben lontani dall'ago della siringa... pagando, naturalmente. Prima o poi doveva succedere: è accaduto a Treviso, in Veneto, dove ora i Carabinieri hanno aperto un'indagine per corruzione.

Offre 100 euro all'impiegata per il Green pass

La vicenda è ancora da chiarire, ma è più complicata di quanto possa sembrare: non vede protagonista direttamente un cittadino, ma un medico che evidentemente cercava di far da tramite per qualcun altro (forse un suo assistito o magari un parente o un amico).

L'agognata certificazione

Ora è accusato di tentata corruzione per aver offerto all'impiegata di un hub vaccinale trevigiano 100 euro per ottenere un certificato vaccinale pur senza che fosse stata effettuata alcuna somministrazione.

Un'accusa grave quella nei confronti del medico dell'Usca (l'Unità speciale di continuità assistenziale... nota più volgarmente come Guardia medica), su cui stanno indagando in queste ore i Nas.

Niente vaccino e... tentata corruzione

A dare conferma dell'episodio l'Ulss2 Marca Trevigiana: come racconta Prima Treviso, il medico avrebbe tentato di corrompere una collega, impiegata amministrativa al Punto Vaccinale di Godega di Sant’Urbano.

“Sui contenuti di quanto fin qui emerso - sottolinea il direttore generale dell'Ussl, Francesco Benazzi - essendoci un’indagine in corso, non diciamo ovviamente nulla. Saranno i Nas a fare piena luce sull’accaduto. Anche in quest’occasione vanno sottolineati lo scrupolo e l’attenzione del nostro personale che, in presenza di una situazione sospetta, ha immediatamente provveduto ad allertare la direzione”.

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