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“Villa d’Adda bassa”: con il nome di questa festa la birra c’entra, eccome!

Il nome non è collegato alla bassa fermentazione...

“Villa d’Adda bassa”: con il nome di questa festa la birra c’entra, eccome!
Isola, 07 Febbraio 2020 ore 15:31

“Villa d’Adda bassa”: la birra non c’entra con il il nome di questa festa. Il gioco di parole è evidentemente palese. Perché in realtà risulta comprensibile solo a due “nicchie” di pubblico che non sono così facili da far coincidere. Ma questo non toglie che resti un esempio di ingegnosa (anche se in parte fortuita) finezza.

Villa d’Adda bassa, luogo, ma non solo…

“Villa d’Adda bassa” è il nome di un momento di festa che il birrificio Hammer di Villa d’Adda ha messo in calendario per domani, sabato 7 febbraio 2020, e che si terrà nella tap room dell’impianto produttivo di via Chioso a partire dalle 16.

Per chi non lo conosce, Villa d’Adda, avamposto bergamasco lungo l’Adda al confine col Lecchese (famoso fra l’altro per il traghetto leonardesco che lo collega a Imbersago), è un paese un po’ particolare… Nell’idioma locale è noto anche col nomignolo di “Ela spantegada”, ovvero “Villa sparpagliata”, perché non ha un vero e proprio centro, ma si sviluppa a varie altitudini, appoggiandosi sulla collina. E la parte pianeggiante del Comune che s’affaccia sul fiume (quella attraversata dalla trafficata provinciale che collega Brivio e Calusco, per intenderci) è proprio nota come “Villa d’Adda bassa”).

Bassa… come la fermentazione

Ecco, Hammer si trova proprio lì. Ma perché il nome di questa parte di paese– che ha ispirato il titolo della festa – c’entra con la birra?

Ecco, dopo i villadaddesi, qui entra in gioco l’altra nicchiain grado di cogliere il gioco di parole, ovvero gli appassionati di birra artigianale, per i quali “bassa” significa tutt’altro.

E’ infatti più colloquialmente nota in questo modo la “bassa fermentazione”, ovvero la tecnica di produzione della birra più diffusa(le altre due sono l’alta fermentazione e la fermentazione spontanea), portata al successo a livello industriale ormai due secoli orsono da Anton Dreher e impostasi poi universalmente grazie a un’altra invenzione – il refrigeratore – tanto che ormai monopolizza gran parte dei prodotti sugli scaffali dei negozi.

Malto, luppolo, sì… ma qui c’entra il lievito

Quindi, ricapitolando. A Villa d’Adda bassa, domani, ci sarà una festa dedicata alla birra prodotta “a bassa”.

Hammer, nell’Olimpo dei birrifici italiani (secondo lo scorso anno e terzo due anni fa nel più importante dei concorsi birrari italiani), nella sua linea produttiva caratterizzata soprattutto dall’utilizzo di lieviti ad alta fermentazione, ha anche diverse etichette prodotte “a bassa”. E domani saranno proprio loro protagoniste.

Bene, tutto qui (e scusate se è poco)… ma se vi abbiamo incuriosito, potete anche chiedere ulteriori lumi domani direttamente al birraio di Hammer, il brignanese Matteo Palmisano, e ai titolari, i carvichesi Fausto e Roberto Brigati, che con la besanese Letizia Zoia saranno felicissimi di spiegarvi segreti e aneddoti del lievito, ma anche degli altri elementi essenziali della birra, ovvero i cereali maltati e il luppolo (per l’uso del quale Hammer è ormai iconico a livello nazionale). In tap room saranno alla spina due diverse pils, una schwarz e una smoked baltic porter.

 

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daniele.pirola@netweek.it

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