Lecco Film Fest

Il corpo delle donne: rappresentate come figure unidimensionali, troppo spesso solo orizzontali VIDEO

Pubblico delle grandi occasioni per l’incontro “Fra modelli di bellezza e atti di violenza, il corpo delle donne”

Il corpo delle donne: rappresentate come figure unidimensionali, troppo spesso solo orizzontali VIDEO
Lecco e dintorni, 02 Agosto 2020 ore 10:40

Pubblico delle grandi occasioni per l’incontro “Fra modelli di bellezza e atti di violenza, il corpo delle donne” andato in scena sabato 1 agosto nell’ambito del Lecco Film Festival. Ad introdurre il tema Tiziana Fearrio che ne ha parlato con Elisa Amoruso, regista, Anna Crupi amministratore unico di PharmaLife Research, Antonietta de Lillo, regista e produttrice, Chiara Francini, scrittrice ed attrice, Angela Prudenzi, giornalista membro del comitato di selezione della mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e Costanza Rizzacasa d’Orsogna, giornalista de il Corriere della Sera.

Il corpo delle donne: la riflessione al Lecco Film Fest

Un panel d’eccezione per un tema scottante che ha confermato nelle testimonianze delle donne presenti che il nostro Paese ha un problema di modelli. Difficile stabilire se sia l’assenza di storie  interessate o se ancora una volta a decidere siano sempre e solo i maschi, ma le donne al cinema sono  spesso “figure unidimensionali” o come ha sottolineato la Francini “Figurine sbiadite, anni 90. Invece siamo un arcobaleno”.

Parole di consapevolezza anche da Anna Crupi: “Forse sprechiamo troppo tempo dietro un modello di bellezza che ci rende tutte uguali e non ci dedichiamo a diventare ciò che siamo realmente. Nella mia azienda? Siamo quasi tutte donne perchè siamo veloci, prendiamo decisioni e sappiamo lavorare nell’emergenza”.

Bell l’idea di chiudere l’incontro con un’idea di bellezza nuova che parta proprio da qui. Tiziana Ferrario ha chiesto a ciascuna la propria idea di bellezza. Costanza Rizzacasa ha  detto semplicemente “Non fate come me. Ero sottoposta a una tale lapidazione che mi sono  chiusa in casa  3 anni,  uscivo solo con l’ombrello, volevo scomparire. Invece, ed è la mia idea di bellezza, io merito rispetto adesso, non quando perderò 40 chili, adesso”.

Angela Prudenzi ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio e della  sicurezza in se stesse, poi ha detto, “saremo bellissime”;  Chiara Francini ha proposta la chiave dell’autoironia in modo che i difetti diventino “incancellabili opportunità per essere uniche”;  Antonietta de Lillo ha invitato a cercare la bellezza nel nostro sguardo e  a non riferirsi solo a noi, ma a cercarla negli altri. Elisa Amoruso ha suggerito di non avere modelli;  Anna Crupi ha legato bellezza, libertà e salute.

L’incontro si è chiuso con la premiazione di Antonella de Lillo con Angela Prudenzi per l’intuizione di un cinema partecipato, un nuovo modo di fare cinema che ha consentito la nascita di film quali “pranzo di Natale”, “Oggi insieme, domani anche” e presto “l’Uomo e la bestia”.

Chiara Ratti

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